La storica dimora e i suoi proprietari
La storica dimora
DonnaLia ha sede in una storica dimora appartenuta alla famiglia Avogadro di Casanova, sul territorio conosciuta come ‘Ca’ Bianca’. Il decreto della concessione comunale risale al 31 gennaio 1710. Dell’antica veste religiosa che inglobava l’Oratorio dedicato a Santa Teresa, si conserva la piccola torre campanaria visibile sul tetto all’entrata dell’edificio.
L’impianto della costruzione a due accessi riscontrabile in altre situazioni di zona, attesta la sua natura ambivalente: da una parte l’abitazione signorile, dall’altro quello dedicato alle attività agricole, all’allevamento di animali da cortile e alle trasformazioni alimentari. Le dimensioni della cantina e la suggestiva ghiacciaia interrata confermano attività legate al mondo del vino e le necessità di stoccaggio per la comunità che viveva nella comunità agricola.
Lo stesso nome della frazione San Secondo, riferisce alla chiesa paleocristiana le cui fondamenta perimetrali sono visibili in frazione. Inoltrandoci nel bosco, incontriamo un edificio di interesse storico, ossia la “Torre di Montalto o di San Lorenzo”, facente parte dell’antico sistema difensivo del comune. La data incisa sull’architrave, 1776, indica l’anno di rifacimento del manufatto di origini longobarde. Usata anche durante l’ultima guerra, è oggi un punto segnaletico sul territorio dell’Esercito Italiano.
DonnaLia ha tra i suoi obiettivi il recupero identitario della proprietà sita in questa zona del Piemonte, tradizionalmente legata al mondo del vino, ben documentati nella tesi in Geografia Economica del 1934 del laureando Donato Donati che ripercorre la storia vitivinicola del comune di Salussola già dal 1806. Con la trascrizione operata dal catasto durante la dominazione francese, si evince che l’area vitata era circa il 10% dell’intera superficie comunale, quindi oltre 300 ettari e, dal “Due secoli di vita agricola” di Puglisi, sappiamo che Salussola riforniva Biellese e Vercellese con la sua produzione. Altre fonti ci dicono che la zona, abitata sin da epoca romana, era coltivata a vite nell’ordine di 12.000 ettari.
Lo stesso nome della frazione San Secondo, riferisce alla chiesa paleocristiana le cui fondamenta perimetrali sono visibili in frazione. Inoltrandoci nel bosco, incontriamo un edificio di interesse storico, ossia la “Torre di Montalto o di San Lorenzo”, facente parte dell’antico sistema difensivo del comune. La data incisa sull’architrave, 1776, indica l’anno di rifacimento del manufatto di origini longobarde. Usata anche durante l’ultima guerra, è oggi un punto segnaletico sul territorio dell’Esercito Italiano.
Con l’avvento dell’epoca industriale, per ovvi motivi, l’attività agricola andò scemando sostituita dall’impiego sicuro delle fabbriche distribuite sul territorio: il suo punto di minima attività è stato registrato nel dopo guerra.
I Proprietari
Fino alla fine del 1900 la famiglia Avogadro è stata usufruttuaria della proprietà. Nel gennaio del 1961 la famiglia Sardi acquista la tenuta ormai in decadenza sia dal punto di vista agricolo che immobiliare, come indicato nell’atto di compravendita.
Dal 2017 grazie alle attribuzioni toponomastiche a cura del Comune di Salussola, la via in cui ha sede ‘Villa Ca’ Bianca’, è dedicata al Cavalier Silvio Sardi, capostipite degli attuali proprietari. Il nonno, del 1912 proveniente dalla provincia di Milano Est, dopo la guerra trascorsa da partigiano nei primi anni del 1960, acquistò in zona Brianco uno stabilimento laterizio, di cui incrementò la produzione assumendo manodopera locale. Fu pioniere fondatore dell’industria della distribuzione del gas naturale in Italia e, insieme ad altri imprenditori, costruì le prime reti di distribuzione nella pianura padana. Insediatosi a vivere permanentemente nel comune di Salussola, venne eletto sindaco il 20 novembre 1960 e rimase in carica fino al 5 luglio 1975. Durante la sua carica, nel 1962, donò il salone dell’asilo infantile san Domenico Savio di Salussola nel 1962 dedicandolo ai genitori, Giuseppe ed Enrichetta Erbori. Nello stesso anno venne insignito del titolo di Cavaliere, per particolari benemerenze, dal presidente della Repubblica Antonio Segni. Forte delle sue esperienze metanifere, da Eni allora guidata da Enrico Mattei, ottenne più concessioni per la distribuzione del gas metano e in Salussola, realizzò la prima rete del gas, impiantò una delle sue sedi periferiche, e avviò un piccolo rinnovamento sociale ed economico assumendo tecnici e manodopera locale. Nel 1973, sotto suo mandato, avvenne l’acquisto nel comune di casa Rosazza, sede attuale delle scuole elementari.
Suo era il sogno, tra gli altri, di produrre vino in ‘Ca’ Bianca’, progetto tra i suoi lasciti, ripreso dopo tanti anni. Le sue spoglie riposano nella cappella di famiglia nel cimitero frazionale di San Secondo di Salussola, insieme alla moglie Lia, donna di particolare energia e carattere, dalla quale prende il nome l’azienda.
DonnaLia è un’azienda vitivinicola situata sulle colline moreniche della Serra di Ivrea, a San Secondo di Salussola in provincia di Biella, Nord Piemonte, i cui vigneti si collocano a 300 metri di altitudine sul livello del mare.
L’area rientra nel comprensorio del Canavese, da cui la Denominazione di Origine Controllata, dove si estendono i suoi vigneti che beneficiano del microclima del vicino Lago di Viverone, dell’ottima esposizione al sole e del peculiare terreno di origine glaciale.
L’impianto originario, sebbene più esteso dell’attuale, si inseriva come ora nel naturale anfiteatro collinare, circondato da boschi di acacia e di castagno. Gli attuali proprietari, la cui residenza è conosciuta con il nome di ‘Villa Ca’ Bianca’, hanno mantenuto dagli anni ’50 alcuni vigneti storici e hanno ripristinato le parcelle disponibili a partire dal 2009.
Oggi sono coltivati vigneti di Barbera e Cabernet di oltre 50 anni di età e i più giovani vigneti di Nebbiolo ed Erbaluce, per un totale di circa 6,5 ettari, che danno vita ad un vino le cui caratteristiche sono regolamentate dal disciplinare di produzione Canavese DOC.
Come lavoriamo
Curiamo tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalla gestione della vigna alla vendemmia, dalla vinificazione e l’affinamento del vino, fino al suo imbottigliamento e alla sua commercializzazione. Queste ultime fasi hanno luogo nella suggestiva cantina settecentesca, oggi attrezzata modernamente, in cui è ancora presente un’antica ghiacciaia e sono conservate le vecchie botti e le attrezzature per la lavorazione del vino.
Organizziamo inoltre visite guidate della tenuta e della cantina, con degustazione dei nostri vini, previo appuntamento telefonico o via e-mail.
La vigna e la cantina
Ci troviamo sulle pendici della serra morenica di Ivrea in Piemonte, nell’area più occidentale della provincia di Biella. Il sito rientra nel comprensorio del Canavese dove si estendono coltivazioni di vite che beneficiano del microclima del vicino Lago di Viverone, dell’ottima esposizione al sole e del peculiare terreno di origine glaciale; tutto questo consente da sempre di ottenere interessanti vini rossi e bianchi, le cui caratteristiche sono oggi regolamentate dal disciplinare di produzione Canavese DOC.
Barbera, Nebbiolo, Cabernet ed Erbaluce, sono i vitigni principali coltivati nei 4 ha (ettari) di proprietà, situati a circa 300 metri s.l.m. in un esteso anfiteatro collinare circondato da boschi di acacia e di castagno sempre esposto al sole.
Piano dello Sviluppo Rurale
DonnaLia e la Lotta Integrata
DonnaLia da anni persegue obiettivi di qualità non solo nei prodotti realizzati ma anche nei confronti dell’ambiente nella quale si trova ad operare. Dal 1996 infatti l’azienda aderisce alle Misure Agroambientali della Regione Piemonte e conseguentemente applica i protocolli di Lotta Integrata volontaria attualmente previsti dal Piano di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Piemonte. Ciò si concretizza in pratica con l’applicazione di norme di coltivazione rispettose dell’ambiente, esclusione dei diserbanti, attenta modulazione e scelta dei prodotti utilizzati per il contenimento delle malattie della vite.













